sabato 24 settembre 2016

Under the sun

Ho visto un bellissimo documentario sulla
Corea del Nord, anche se chiamarlo documentario
sulla Corea del Nord forse è sbagliato, perché
non è che il regista, Mansky, un russo, è andato
in Corea del Nord e si è messo a girare filmati
e intervistare persone. No, le autorità nordcoreane
gli hanno concesso di girare il suo, chiamiamolo così,
documentario, a patto però che inquadrasse quello
che dicevano loro, e quando lo dicevano loro, e che
le persone nordcoreane che venivano inquadrate
dicessero quello che volevano le loro, le autorità.
E il regista ha accettato, solo che poi nel documentario
finale ci ha messo tutto, ci ha messo anche le autorità
nordcoreane che preparavano le finte inquadrature,
che istruivano le comparse su cosa dire e come
dirlo, quando e quanto sorridere, come recitare
le continue, infinite filastrocche aventi per protagonista
"il generalissimo Kim Jong-Un". E secondo me
vedere queste persone che dicono ad altre
persone cosa dire e fare fingendo che la loro
vera vita fosse quella, è molto più istruttivo
di un qualunque normale documentario con
le interviste, e le lezioni, e le accuse eccetera.
E dico istruttivo nel senso che a me ha insegnato
molto di più sulla Corea del Nord questo modo
di raccontarla, di molti saggi e articoli.

venerdì 23 settembre 2016

Radio 1 2 3

Con una matita bianca ho segnato sulla
radio le frequenze di Radio1, 2 e 3, e adesso
anziché lasciarla sintonizzata sempre sulla
stessa stazione, quando non mi piace quello
che trasmettono cambio. Su Radio 1 parlano
davvero troppo di calcio, quasi ogni giorno
c'è una partita. Radio 3 va bene, ma ogni
tanto trasmette della musica un po' strana,
l'altro giorno per esempio sono venute delle
persone a vedere casa mia, e in quel momento
Radio 3 stava trasmettendo una via di mezzo
fra un canto tibetano e una nenia religiosa,
una di queste persone che erano venute a vedere
casa mia ha guardato l'altra come a dire,
Ma dove mi hai portato? Oppure è divertente
quando cambio da una stazione all'altra, ma sbaglio
stazione. L'altro giorno per esempio mi sono accorto
troppo tardi di avere sbagliato, mi ero sintonizzato su
una radio locale, credo, e me ne sono accorto perché
erano dieci minuti buoni che mandavano il classico
medley di Capodanno, a settembre. Strano, ho pensato.

martedì 20 settembre 2016

lunedì 19 settembre 2016

Un difetto

Un difetto che ho, secondo me, è che
se per esempio una persona mi dice
ti chiamo presto, o ti farò sapere, o
mi faccio sentire nel giro di una settimana,
e poi questa persona non mi chiama presto,
o non mi farà sapere o non si farà sentire
nel giro di una settimana, io non chiamo
né scrivo per chiedere che cosa è successo,
come credo farebbe chiunque dotato di ragione,
ma mi viene una specie di curiosità di vedere
quanto oltre si spingerà quella persona nel
ritardare la chiamata, e più si allunga questo tempo
più affascinato resto davanti a questo spettacolo,
sperando in qualcosa di epico, come io che aspetto,
e aspetto, e aspetto, e un giorno, dopo venti o
trent'anni, mi arriva una telefonata, e all'altro capo dicono
"Scusa il ritardo con cui mi faccio sentire, ma ho avuto
troppo da fare. Dicevamo…"