venerdì 13 gennaio 2017

Legge di Murphy per le raccomandate

La fila allo sportello delle Poste sarà sempre
lenta e lunga, a meno che tu non debba
compilare e inviare una raccomandata con
ricevuta di ritorno. In quel caso il tuo turno
verrà prestissimo, e sarai costretto quindi a
compilare in tutta fretta i moduli, combinando
ovviamente un casino e commettendo tutti
gli errori possibili.

Corollario del Canone RAI
Non ha importanza quando invierai la
raccomandata A/R per comunicare allo
Stato che tu non possiedi un televisore.
Per quanto tu abbia rispettato i termini,
tornato a casa scoprirai comunque che
era troppo tardi, e quindi almeno mezzo
canone per una cosa che non possiedi, ma
che in maniera folle lo Stato da per scontato
tu possieda, dovrai pagarla. Così è.

giovedì 22 dicembre 2016

È uscito "A4" numero 6

L'incipit, il link per il pdf, notizie
su chi ha scritto il racconto di
questo numero: si trova tutto
qui:

https://aquattro.org/2016/12/22/a4-n-6-dicembre-2016/

martedì 20 dicembre 2016

Niente

Ho letto questa recensione all'ultimo libro di
Giorgio Vasta:
http://www.minimaetmoralia.it/wp/lamerica-giorgio-vasta/
Ammetto di avere capito poco e niente, soprattutto
in certe parti tipo questa:

"Le note sociologiche pur presenti (…) attingono a
una sedimentazione discorsiva cresciuta fino a
diventare una sorta di serbatoio comune del
pensiero sugli USA (non luoghi, nomadismo, tensioni
utopiche, confusione di realtà e finzione, ecc.). Ma
l'America di Vasta è soprattutto un pretesto, qualcosa
di funzionale al testo, alla scrittura. I luoghi visitati
non sono neutri, semplicemente valgono su un piano
simbolico più che aneddotico, cronachistico o altro."

O questa:

"Ogni cosa si trasfigura nella lente di Vasta, ogni
minuzia diventa oggetto di una polimorfa e puntigliosa
perlustrazione onomastica dove Il pensiero si agita
irrequieto tra connessioni e digressioni."

O questa:

"Il deambulare randomico tra vuoti e sparizioni diventa
esso stesso un vuoto, un memoria che dilegua nell'atto
della trascrizione."

Ma forse è un problema mio. Anzi, sicuramente.

sabato 17 dicembre 2016

La vergogna

Ieri pensavo di liberarmi della gran parte
dei libri che ho. Libri che ho letto una volta
e poi mai più e che occupano solo spazio e
accumulano polvere. Poi però ho pensato, E
se mi viene a trovare qualcuno e non vedendo
libri pensa che sono una capra? Che vergogna.
Poi ho pensato, Ma sei pazzo? Non faresti qualcosa
per paura di quello che potrebbe pensare la gente?
Vergògnati! E poi ho pensato, Dai, non essere
così severo con te stesso, càpita di preoccuparsi
di quello che pensano gli altri, è normale.
E alla fine ho pensato che, insomma, mi stavo
vergognando per avere provato vergogna per
essermi vergognato al pensiero di qualcosa.
Che vergogna.
(Che tra l'altro è una parola molto bella, secondo
me. Se uno la ripete un po' di volta di fila
come ho fatto io, sembra quasi qualcosa da
mangiare.)